Tartufo bianco e nero: differenze, storia e curiosità

Il tartufo, considerato da secoli il diamante della cucina, è un fungo ipogeo che cresce sotto terra in simbiosi con le radici di alberi come querce e noccioli. Già gli antichi Greci e i Romani lo ritenevano un dono divino, capace di esaltare i sensi e l’ani- ma.

Il tartufo bianco pregiato (Tuber magnatum Pico), raccolto tra ottobre e dicembre soprattutto ad Alba e Acqualagna, è il più raro e aromatico. Ha un profumo intenso e complesso, con note di aglio e formaggio stagionato, e si consuma sempre a crudo per preservarne l’aroma.

Il tartufo nero pregiato (Tuber melanosporum Vittadini), diffuso in Umbria e nel sud della Francia, ha un profumo più delicato e un gusto armonioso. A differenza del bianco, resiste bene alla cottura, rendendolo perfetto per salse e fondi di cucina.

💡 Curiosità:

  • Il tartufo bianco non si può coltivare, mentre il nero sì.
  • Ogni anno, ad Alba, si tiene un’asta internazionale dove alcuni esemplari su- perano i 100.000 euro al chilo.
  • Napoleone Bonaparte ne era un grande estimatore: diceva che “stimola il co- raggio e la passione”.Due sapori diversi, un’unica magia: quella della terra che profuma di lusso e tradizione.

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